A Foggia “G4Z4” di Antonio Fortarezza apre una riflessione sulla manipolazione attraverso l’arte contemporanea
22/03/2026
C’è un tratto che rende interessanti le manifestazioni d’arte contemporanea quando riescono davvero a incidere nel dibattito pubblico: la capacità di leggere il presente senza semplificarlo, scegliendo linguaggi che non illustrano soltanto un tema, ma lo mettono in tensione, lo espongono, lo costringono a mostrarsi nelle sue forme più ambigue. Dentro questa prospettiva si colloca l’incontro in programma oggi, 18 marzo alle ore 18.00, alla CREO Gallery di Foggia, in via Lustro 3, per la presentazione della videoinstallazione “G4Z4” di Antonio Fortarezza, artista attualmente impegnato in una residenza presso la galleria.
L’appuntamento rientra nel calendario di MA/DONNE 2026 – Mobilitazione Arte Contemporanea, una rassegna che, già dal titolo scelto per questa edizione, prova a entrare in una delle zone più sensibili del nostro tempo. Il focus “Game Over, Trickster! – Fine dell’incantesimo” mette infatti al centro il tema della manipolazione nelle sue molteplici declinazioni: affettiva, sociale, politica, religiosa, sanitaria. Una scelta che non appare ornamentale né genericamente provocatoria, ma fortemente aderente a una stagione storica nella quale il controllo delle percezioni, dei corpi e dei rapporti umani passa spesso attraverso dispositivi sottili, linguaggi persuasivi e narrazioni costruite per orientare il consenso o la paura.
La videoinstallazione “G4Z4” e il linguaggio critico dell’arte
La presenza di “G4Z4” dentro questo contesto acquista un significato preciso. La videoinstallazione, per sua natura, è un dispositivo espressivo che lavora sullo spazio, sul tempo, sulla visione, e dunque possiede una particolare efficacia quando si tratta di mettere in discussione ciò che appare evidente. In un’epoca segnata dall’eccesso di immagini e da una continua esposizione a contenuti che pretendono di spiegare il mondo in modo immediato, l’arte contemporanea conserva il merito di rallentare lo sguardo, di spostarlo, di renderlo meno docile.
Il lavoro di Antonio Fortarezza si inserisce così in un percorso di riflessione che non riguarda soltanto la dimensione individuale, ma si apre a un orizzonte più ampio, internazionale. L’opera, infatti, nasce nel quadro di una rete di spazi artistici tra Italia, Spagna e Turchia, impegnata a utilizzare i linguaggi dell’arte contemporanea per interrogare le dinamiche sociali e culturali del presente. È un dettaglio tutt’altro che secondario, perché sottrae l’iniziativa a una dimensione esclusivamente locale e la colloca in un dialogo più esteso, capace di mettere in relazione territori differenti accomunati dalle stesse inquietudini: la fragilità del vero, il peso delle narrazioni dominanti, i meccanismi che deformano la percezione della realtà.
In questo quadro, la residenza artistica presso la CREO Gallery non rappresenta soltanto un momento produttivo, ma anche un’occasione di scambio con il territorio, con il pubblico, con il sistema culturale cittadino. La presentazione di “G4Z4” assume quindi il valore di una tappa significativa, destinata ad aprire un confronto che va oltre l’opera in sé e investe il modo in cui l’arte può ancora intervenire nel discorso civile.
MA/DONNE 2026 tra sedi diffuse e attenzione al presente
L’edizione 2026 di MA/DONNE conferma una linea curatoriale che sceglie di affrontare temi complessi senza rinunciare a una forte presenza nello spazio urbano. La rassegna si articola infatti in un percorso espositivo diffuso in tre sedi cittadine, costruendo una geografia culturale che attraversa luoghi diversi e, proprio per questo, amplia le occasioni di accesso e di confronto.
Il primo segmento del programma si svolge al Palazzetto dell’Arte “Andrea Pazienza”, dall’11 al 21 marzo. Dal 18 marzo il percorso prosegue alla CREO Gallery, mentre il terzo momento è previsto al Museo Civico di Foggia, dal 25 al 31 marzo. Questa distribuzione non ha soltanto una funzione organizzativa: produce un movimento interno alla città, invita pubblici differenti a incrociarsi, restituisce all’arte una dimensione non chiusa in un solo contenitore ma disseminata, riconoscibile, parte di un tessuto culturale più ampio.
L’iniziativa è promossa e finanziata dall’Ufficio della Consigliera di Parità e dalla Fondazione Monti Uniti, con il patrocinio della Provincia di Foggia, del Comune di Foggia e del progetto “100 giorni per la legalità e la lotta alle mafie”. Anche questo intreccio istituzionale contribuisce a definire il profilo della manifestazione: non una rassegna autoreferenziale, ma un’azione culturale che cerca interlocuzione con le istituzioni e con i temi più urgenti della convivenza democratica.
Un appuntamento che lega arte, coscienza critica e territorio
L’incontro dedicato a “G4Z4” arriva dunque dentro una cornice che attribuisce all’arte contemporanea un ruolo preciso: non decorare il presente, ma metterlo in questione. E Foggia, attraverso questa programmazione, prova a offrire uno spazio in cui la produzione artistica dialoga con la complessità del tempo che abitiamo, con i suoi inganni, le sue seduzioni, le sue manipolazioni più insidiose.
È proprio in questo passaggio che la rassegna trova il suo punto più interessante. Parlare di manipolazione oggi significa toccare nervi scoperti, attraversare il rapporto fra informazione e potere, fra linguaggio e condizionamento, fra vulnerabilità individuale e costruzione sociale del consenso. L’arte, quando si muove con consapevolezza su questo terreno, non fornisce risposte prefabbricate, ma apre spazi critici. E in questi spazi, spesso, accade la parte più viva dell’esperienza culturale.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.