Bari, al Castello Svevo la mostra di Michelangelo Pistoletto e il progetto “Mediterraneo. Geografie culturali”
20/03/2026
Il Mediterraneo torna a essere spazio di riflessione contemporanea, crocevia di linguaggi artistici e terreno di confronto tra culture. Dal 19 marzo al 24 aprile 2026 il Castello Svevo di Bari ospita la mostra “La pace preventiva: da Love Difference a Bandiera del Mondo” di Michelangelo Pistoletto e Angelo Savarese, segnando l’avvio del progetto “Mediterraneo. Geografie culturali”.
L’iniziativa, promossa dall’Accademia di Belle Arti di Bari insieme al Politecnico e al Conservatorio “E. R. Duni” di Matera, si sviluppa all’interno del programma nazionale P+ARTS, con l’obiettivo di mettere in relazione arte, ricerca e sostenibilità. Il Castello Svevo diventa punto di partenza di un percorso più ampio che coinvolge anche Castel del Monte e Mola di Bari.
Arte contemporanea e patrimonio: un dialogo attivo
L’esposizione, curata da Fortunato D’Amico, Rosalinda Romanelli e Maria Vinella, supera il concetto tradizionale di museo come semplice luogo di conservazione. Il Castello Svevo si conferma spazio dinamico, capace di attivare relazioni tra artisti, studiosi, studenti e pubblico.
Il progetto valorizza il dialogo tra arte contemporanea e patrimonio storico, restituendo nuova vitalità ai luoghi della memoria e rendendoli scenari attivi di produzione culturale e riflessione sul presente.
In questa prospettiva, il Mediterraneo non è più solo un riferimento geografico, ma un sistema complesso di connessioni, identità e trasformazioni, in cui storia e attualità si intrecciano continuamente.
Le opere: pace, identità e responsabilità culturale
Il percorso espositivo propone alcune delle opere più emblematiche della ricerca artistica di Michelangelo Pistoletto, tra cui “Love Difference – Il tavolo del Mediterraneo” e “Bandiera del Mondo”.
Installazioni che assumono valore simbolico forte, ponendo al centro temi come dialogo tra popoli, costruzione della pace e ruolo dell’arte nella società contemporanea. Il Mediterraneo diventa metafora di relazione e confronto, ma anche spazio attraversato da tensioni e contraddizioni.
L’intervento artistico si sviluppa in stretta connessione con l’architettura del Castello, creando un rapporto diretto tra linguaggi contemporanei e stratificazione storica del luogo.
Un progetto diffuso tra formazione e ricerca
Accanto alla mostra, “Mediterraneo. Geografie culturali” propone un programma articolato di attività che comprende incontri, giornate di studio, momenti formativi e dialoghi interdisciplinari tra arti visive, musica, architettura e nuove tecnologie.
Il coinvolgimento di studenti e istituzioni accademiche rappresenta uno degli elementi centrali del progetto, che si configura come laboratorio aperto di ricerca e sperimentazione.
Tra gli appuntamenti previsti anche la lectio magistralis dello storico Alessandro Vanoli, oltre a ulteriori iniziative che si svolgeranno tra Castel del Monte e Mola di Bari, ampliando il raggio d’azione del progetto sul territorio.
Il Mediterraneo, in questa chiave, torna a essere spazio vivo, attraversato da nuove narrazioni e capace di generare senso attraverso il confronto tra passato e contemporaneità.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to