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Comunità energetiche rinnovabili, la Regione Puglia rafforza il bando con altri 2,5 milioni

31/03/2026

Comunità energetiche rinnovabili, la Regione Puglia rafforza il bando con altri 2,5 milioni

La Regione Puglia rilancia sul fronte della transizione energetica e aggiunge nuove risorse per sostenere la nascita delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER). La Giunta regionale ha approvato un ulteriore stanziamento di 2,5 milioni di euro destinato a rafforzare l’Avviso pubblico a sportello già attivo nell’ambito del Programma Regionale POFESR 2021-2027, confermando una linea politica che punta su un modello energetico diffuso, partecipato e radicato nei territori.

La misura sostiene la fase iniziale di costituzione delle CER, uno dei passaggi più delicati per trasformare un’idea condivisa in un progetto concreto. Il bando, aperto dal 25 giugno 2025 e in scadenza il 16 aprile, copre i costi legati agli studi di fattibilità, alle analisi energetiche, alle attività di coinvolgimento del territorio e alle spese amministrative e legali necessarie alla formalizzazione delle comunità energetiche. L’obiettivo è favorire la diffusione di queste esperienze su scala regionale, offrendo strumenti utili a cittadini, imprese ed enti locali interessati a investire in un sistema di produzione e consumo energetico più autonomo.

Un sostegno alla fase di avvio delle CER

La scelta della Regione si inserisce in una strategia che guarda alla costruzione di una rete capillare di comunità energetiche, considerate uno degli strumenti più avanzati per coniugare sostenibilità ambientale, contenimento dei costi e partecipazione collettiva. Le CER permettono a gruppi di soggetti pubblici e privati di produrre, condividere e utilizzare energia proveniente da fonti rinnovabili attraverso impianti locali, con benefici sia sul piano economico sia su quello sociale.

Il meccanismo dell’autoconsumo collettivo consente di valorizzare l’energia prodotta a livello locale, ridurre la dipendenza dai grandi sistemi centralizzati e generare vantaggi diretti per le comunità coinvolte. In questo quadro, il contributo regionale non si limita a sostenere un adempimento tecnico, ma accompagna un processo che può incidere in modo concreto sulla organizzazione energetica dei territori, sulla lotta alla povertà energetica e sulla capacità delle amministrazioni locali di costruire modelli più resilienti.

Una strategia che guarda anche agli investimenti futuri

Il nuovo stanziamento da 2,5 milioni rappresenta solo una parte di un programma più ampio. La Regione Puglia ha già annunciato un secondo avviso dedicato alla realizzazione degli impianti, con una dotazione prevista di circa 15 milioni di euro e contributi a fondo perduto fino al 40% delle spese ammissibili. Una prospettiva che amplia il raggio dell’intervento pubblico, passando dal sostegno alla progettazione alla fase operativa vera e propria.

Nel caso di forte adesione, è prevista la possibilità di integrare le risorse con ulteriori 10 milioni di euro attraverso fondi FSC già assegnati alla Regione. A questo si aggiunge un ulteriore bando collegato al Piano territoriale per la Provincia di Taranto, finanziato attraverso il JTF, con una dotazione di 7,9 milioni di euro destinata a sostenere nuove comunità energetiche, oltre al supporto a progetti pilota già avviati in alcune aree del territorio pugliese.

La Regione punta su energia condivisa e coesione territoriale

L’assessore allo Sviluppo economico e al Lavoro Eugenio Di Sciascio ha sottolineato come la Regione intenda rafforzare una strategia coerente, capace di mettere in relazione innovazione energetica, sviluppo locale e coesione sociale. Il messaggio politico è chiaro: l’energia non è solo una voce di spesa o una questione tecnica, ma un bene da rendere più accessibile, condiviso e vicino alle esigenze concrete delle comunità.

La diffusione delle CER è anche una risposta alla crisi energetica su famiglie e imprese. In una fase in cui il costo dell’energia incide sulla tenuta economica dei nuclei domestici e sulla competitività del sistema produttivo, incentivare modelli basati sulla produzione locale e sulla condivisione dell’energia assume un significato che va oltre la dimensione ambientale.

La Puglia prova così a consolidare il proprio ruolo strategico in un settore che, per portata e impatto, inciderà sulle politiche territoriali dei prossimi anni. Il rafforzamento del bando conferma la volontà di costruire una rete regionale di comunità energetiche ampia e strutturata, capace di coinvolgere soggetti diversi e di trasformare la transizione ecologica in leva concreta di sviluppo.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.