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“E se tornasse Francesco?”, a Foggia un confronto su etica pubblica

13/04/2026

“E se tornasse Francesco?”, a Foggia un confronto su etica pubblica

Un’occasione per interrogarsi sul presente attraverso una figura che continua a parlare con sorprendente forza anche al mondo contemporaneo. Si terrà mercoledì 16 aprile, dalle 11.30 alle 13.30, nella Sala di Palazzo Dogana, sede della Provincia di Foggia, l’incontro “E se tornasse Francesco?”, appuntamento dedicato ai temi dell’etica pubblica, della sostenibilità e del rapporto tra istituzioni e comunità, riletti a partire dall’attualità del messaggio francescano.

L’iniziativa nasce da una domanda tanto essenziale quanto fertile: che cosa direbbe oggi San Francesco di fronte alle tensioni del nostro tempo? È da questo interrogativo che prende forma un momento di confronto costruito per mettere in relazione dimensione spirituale, responsabilità civile e bisogni concreti dei territori. La scelta del titolo non ha nulla di provocatorio o meramente evocativo: serve piuttosto a riportare nel dibattito pubblico una voce capace ancora di illuminare questioni decisive, dalla tutela dell’ambiente alla coesione sociale, fino al senso del limite, della cura e della corresponsabilità.

Il messaggio francescano come chiave per leggere il presente

Ad aprire l’incontro saranno i saluti istituzionali del presidente della Provincia di Foggia, Giuseppe Nobiletti, chiamato a introdurre un confronto che si colloca esattamente all’incrocio fra riflessione etica e vita pubblica. Il cuore dell’appuntamento sarà affidato a Padre Enzo Fortunato, autore del volume “E se tornasse Francesco?”, che guiderà una riflessione sui valori della sobrietà, dell’umanità e della responsabilità, letti dentro il contesto di una società attraversata da trasformazioni profonde, fragilità diffuse e nuove domande di senso.

La figura di Francesco d’Assisi, in questo quadro, viene assunta non come semplice riferimento religioso o simbolico, ma come possibilità concreta di ripensare alcune coordinate del vivere collettivo. La sua idea di fraternità, il rapporto non predatorio con il creato, l’attenzione verso gli ultimi e la capacità di spogliare il potere della sua autosufficienza restano infatti temi che toccano, ancora oggi, questioni pienamente civili e istituzionali. È anche per questo che un incontro come quello in programma a Palazzo Dogana prova a uscire dalla dimensione commemorativa per entrare in quella del confronto reale.

Fede, istituzioni e comunità locali in dialogo

A seguire interverrà Monsignor Giorgio Ferretti, arcivescovo dell’Arcidiocesi di Foggia-Bovino, che offrirà una lettura ecclesiale del messaggio francescano, mettendo al centro temi come la fraternità, la pace sociale, la prossimità verso le persone più fragili e la custodia etica del territorio. Un passaggio particolarmente rilevante, perché richiama l’attenzione sul fatto che la cura dei luoghi e delle comunità non riguarda soltanto la dimensione amministrativa o tecnica, ma coinvolge una visione più ampia della convivenza e della responsabilità reciproca.

Nel corso dell’incontro è previsto anche un momento di dialogo aperto dal titolo “Fede, cultura e istituzioni a confronto”, pensato per mettere in relazione esperienze, approcci e sensibilità differenti sui temi dell’etica pubblica, del ruolo delle nuove generazioni e delle prospettive di sviluppo delle comunità locali. È probabilmente questo uno degli aspetti più interessanti dell’iniziativa: la scelta di non chiudere la riflessione dentro un recinto specialistico, ma di aprirla a un terreno di confronto nel quale mondo ecclesiale, istituzioni e società civile possano misurarsi su questioni che toccano da vicino la qualità della vita collettiva.

La conclusione sarà affidata a un dibattito aperto al pubblico, ulteriore segnale della volontà di rendere l’appuntamento non solo un momento di ascolto, ma anche uno spazio di partecipazione. In una fase in cui il rapporto tra cittadini e istituzioni appare spesso segnato da distanza, sfiducia o semplificazioni, iniziative come questa assumono un valore che va oltre il singolo evento: provano a ricostruire un terreno comune di confronto attorno a parole esigenti, come responsabilità, prossimità, sobrietà e bene comune.

È dentro questa prospettiva che l’incontro di Foggia si presenta come un passaggio significativo. Non per offrire risposte facili, ma per rimettere al centro una domanda che riguarda tutti: quale idea di comunità vogliamo costruire, e quale linguaggio può ancora aiutarci a farlo con maggiore giustizia, consapevolezza e misura.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to