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Foggia chiede lo stato di calamità naturale

07/04/2026

Foggia chiede lo stato di calamità naturale
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Il Comune di Foggia ha formalizzato la richiesta di riconoscimento dello stato di calamità naturale per il territorio colpito dalla violenta alluvione del 1° aprile. La decisione è stata assunta all’unanimità dalla Giunta comunale, riunita in seduta straordinaria nella serata successiva alla conclusione della solenne processione del Venerdì Santo, al termine di giorni segnati da interventi d’emergenza, verifiche sul territorio e assistenza alle persone coinvolte.

La richiesta, indirizzata alla Regione Puglia e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, nasce dalla consapevolezza che l’entità dei danni provocati dai nubifragi e dall’esondazione del Torrente Cervaro supera ampiamente la capacità di risposta ordinaria dell’ente comunale. L’evento ha lasciato sul territorio una scia di conseguenze pesantissime, che coinvolgono infrastrutture, viabilità, abitazioni private, spazi pubblici e comparto agricolo, con un impatto esteso e profondo sulla vita della città e delle aree rurali circostanti.

Strade dissestate, abitazioni allagate e servizi compromessi

I prolungati nubifragi hanno colpito innanzitutto la rete stradale e le infrastrutture, dove sono stati riscontrati diffusi fenomeni di disgregazione e dissesto della pavimentazione, tali da comprometterne la funzionalità e da rappresentare un concreto pericolo per la sicurezza di persone e mezzi. A questo si sono aggiunti gli effetti dell’esondazione del Cervaro, che ha provocato danni ingenti a numerose abitazioni e immobili privati, in particolare nelle zone maggiormente esposte all’inondazione.

Le conseguenze si sono riflesse con forza soprattutto sugli ambienti situati a piano terra e nei depositi interrati, dove una grande quantità di rifiuti ingombranti, arredi e oggetti di uso quotidiano è stata travolta e sommersa da acqua e fango, rendendo necessario il ritiro e il conferimento in discarica di materiali ormai compromessi. Si tratta di un danno che non riguarda soltanto l’aspetto economico, ma che incide in modo diretto sulla quotidianità di famiglie e attività già messe a dura prova dall’emergenza.

Nelle aree allagate, inoltre, pozzetti, tombini e caditoie presentano livelli critici di intasamento e occlusione causati dall’accumulo di fango e detriti, con evidenti ripercussioni sul corretto funzionamento delle infrastrutture a rete. Sarà perciò necessario intervenire in tempi rapidi con operazioni di sanificazione, lavaggio e pulitura degli spazi pubblici, dei camminamenti, dei marciapiedi e delle aree destinate alla circolazione e alla sosta, così da ripristinare condizioni accettabili di decoro, igiene e sicurezza.

Agricoltura in sofferenza e rischio ambientale nelle aree colpite

Tra i settori più duramente colpiti figura il comparto agricolo, componente essenziale dell’economia locale e riferimento produttivo di ampie porzioni del territorio foggiano. La gravità dei danni registrati nelle campagne rende evidente come la sola vicinanza istituzionale, pur doverosa, non possa bastare ad affrontare le conseguenze di un evento che ha colpito aziende, conduttori, proprietari e operatori del settore in modo diffuso e profondo.

Alle criticità immediate si aggiunge anche una questione di carattere ambientale e preventivo. Nelle aree interessate dall’inondazione si registra infatti la presenza estesa di residui vegetali, tra arbusti, rami, alberi e altre masse trascinate dall’acqua del Cervaro. La loro rimozione viene ritenuta urgente non soltanto per ragioni di pulizia, ma anche per scongiurare il rischio che, una volta essiccati, questi materiali possano trasformarsi in un potenziale innesco di incendio, soprattutto nelle zone contigue al Bosco dell’Incoronata, in vista dell’avvicinarsi della stagione più calda.

La richiesta a Regione e Governo per misure straordinarie

Sin dalle prime ore dell’emergenza, la Sindaca, la Giunta, la struttura comunale competente e la Polizia Locale, con il supporto della Protezione Civile e delle associazioni di volontariato, hanno operato in stretto raccordo con le altre istituzioni per garantire soccorso, messa in sicurezza e prime risposte operative alle persone colpite e alle aree più danneggiate. Un lavoro continuo, svolto tra il Centro Coordinamento Soccorsi e il Centro Operativo Comunale, che tuttavia, da solo, non può risultare sufficiente di fronte a una situazione di questa portata.

Nella richiesta inviata alla Regione Puglia, il Comune domanda l’erogazione di risorse economiche straordinarie, l’attivazione di misure eccezionali a favore di cittadini, attività produttive e comparto agricolo, oltre all’immediato avvio di sopralluoghi, accertamenti tecnici e procedure di delimitazione delle aree colpite. Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri viene invece chiesta l’attivazione di strumenti urgenti come contributi per privati e imprese, sospensione dei tributi e forme di supporto straordinario. Copia della richiesta è stata trasmessa anche, per conoscenza, al Prefetto e al Questore di Foggia.

Nel commentare il provvedimento, la sindaca Maria Aida Episcopo ha descritto quello che la città sta vivendo come un passaggio durissimo, affrontato con un lavoro continuo e coordinato tra istituzioni, operatori e volontari, tanto nelle sedi operative quanto sul territorio devastato, dalle strade alle campagne, fino alle abitazioni di Borgo Incoronata. Nelle sue parole trova spazio anche il riconoscimento di una rete di solidarietà concreta e di aiuto reciproco che, nelle ore più difficili, ha mostrato il volto più autentico della comunità foggiana. Ma proprio la vastità delle conseguenze, ha sottolineato la sindaca, rende indispensabile una risposta rapida da parte dei livelli istituzionali superiori, perché la tenacia della città, da sola, non può compensare l’enormità dei danni subiti.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.