Foggia, riapre il plesso Santa Chiara: scuola restituita alla città
25/03/2026
Il plesso scolastico Santa Chiara, sede dell’Istituto Comprensivo Santa Chiara Pascoli Altamura, è stato ufficialmente riaperto e riconsegnato alla comunità educante e all’intera città di Foggia dopo due anni di chiusura dovuti a un importante intervento di ristrutturazione. La riapertura segna un passaggio di particolare rilievo per il centro storico cittadino, perché restituisce alla vita quotidiana un edificio che occupa un posto riconoscibile nella memoria urbana, nella storia dell’istruzione locale e nell’identità architettonica della città.
Da lunedì scorso sono riprese regolarmente le attività didattiche per tutti gli ordini scolastici, dall’infanzia alla secondaria di primo grado, sia per il tempo normale sia per il tempo pieno. Sono tornati operativi anche i servizi collegati, compresi mensa e trasporto scolastico, elemento che rende pienamente leggibile il ritorno alla normalità per studenti, famiglie e personale. Dopo le difficoltà iniziali connesse al trasferimento nella sede rinnovata e alle verifiche necessarie a garantire sicurezza e piena funzionalità degli spazi, l’istituto è ora nelle condizioni di accogliere la propria comunità in un contesto profondamente trasformato.
Un edificio storico restaurato e reso di nuovo funzionale
La riapertura di Santa Chiara ha un valore che va oltre la pur rilevante conclusione di un cantiere. L’edificio viene descritto dall’amministrazione come uno dei più significativi della città sotto il profilo storico, architettonico e pedagogico, un luogo che nel tempo ha rappresentato molto più di una semplice sede scolastica. Il lavoro svolto ha mirato infatti a tenere insieme sicurezza, funzionalità e rispetto dell’identità originaria della struttura, intervenendo con attenzione su un immobile che conserva una forte impronta storica.
La sindaca Maria Aida Episcopo ha parlato di un traguardo importante per l’intero territorio, sottolineando come la restituzione del plesso all’istituto comprensivo significhi offrire al centro storico, a via Arpi e alla città un luogo moderno, attrezzato e capace di attrarre nuova vitalità. Il valore simbolico dell’operazione si intreccia qui con quello concreto: una scuola riaperta in un’area centrale produce effetti sulla vita educativa, ma anche sulla percezione di cura e presidio dello spazio urbano.
I lavori PNRR e gli interventi sulla sicurezza
L’intervento è stato finanziato con fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per un importo complessivo di circa 3 milioni di euro. Le opere hanno riguardato il completo adeguamento dell’edificio dal punto di vista sismico, energetico, della sicurezza e dell’antincendio, insieme a un restauro che ha valorizzato gli elementi architettonici originari. È proprio questo equilibrio tra aggiornamento tecnico e rispetto dell’impianto storico a definire la qualità dell’intervento, evitando che il recupero si riducesse a una mera operazione edilizia.
L’assessore ai Lavori pubblici Giuseppe Galasso ha spiegato che, a seguito delle emergenze emerse nel plesso Pascoli, si è scelto di anticipare la presa in consegna dell’immobile. Oggi, ha osservato, viene riconsegnata alla città una scuola completamente rifatta, sicura, efficiente e riportata al suo splendore originario. Nelle sue parole c’è anche l’indicazione di una linea amministrativa che non si esaurisce con Santa Chiara: l’intenzione dichiarata è quella di proseguire anche con gli interventi sul plesso Pascoli, aggiornando i progetti esistenti e candidandoli a nuovi finanziamenti.
La ripartenza della comunità scolastica
Il ritorno alla piena attività scolastica assume un significato particolare per chi vive ogni giorno la scuola. La dirigente scolastica Angela Maria Anna D’Arienzo ha richiamato il valore di una riapertura attesa a lungo, descrivendola come il risultato di un lavoro intenso e condiviso, sostenuto dall’impegno di molte persone con un obiettivo comune: riportare gli studenti in un ambiente sicuro e finalmente stabile. Il riferimento alle aule tornate vive, piene di energia e di sorrisi, restituisce il senso concreto della riapertura, che trova la sua misura più autentica nella quotidianità ritrovata.
Per una scuola, del resto, la piena operatività non coincide soltanto con la disponibilità delle aule o con il ripristino dei servizi. Significa poter garantire continuità, serenità organizzativa, relazioni educative stabili e un ambiente capace di accompagnare la crescita. In questa prospettiva, la riapertura di Santa Chiara non rappresenta soltanto la fine dei lavori, ma il recupero di una condizione essenziale per la vita scolastica.
Un presidio educativo e civile nel cuore di Foggia
L’assessore all’Istruzione Domenico Di Molfetta ha definito Santa Chiara una struttura bellissima e un luogo storico per Foggia, sottolineandone il ruolo di presidio culturale e di legalità. È un passaggio che aiuta a leggere la riapertura in una chiave più ampia. Una scuola collocata nel centro storico, restaurata con attenzione e resa nuovamente accessibile, può diventare un punto di riferimento che va oltre la funzione didattica, contribuendo alla vitalità del quartiere e alla qualità dello spazio pubblico.
L’intervento viene così percepito come il frutto di un impegno corale che ha coinvolto uffici comunali, dirigenza scolastica, personale ATA e docenti. La restituzione dell’edificio alla città, in questa cornice, non riguarda soltanto il recupero materiale di un bene pubblico, ma riafferma l’idea che investire sulle scuole significhi investire sulla qualità della vita urbana, sulla sicurezza e sulla dignità dei luoghi destinati alle nuove generazioni. Santa Chiara torna a vivere proprio in questo equilibrio tra memoria, funzione educativa e presenza civile.
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