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Crisi Natuzzi: convocata una riunione interregionale sul Distretto del mobile imbottito

20/04/2026

Crisi Natuzzi: convocata una riunione interregionale sul Distretto del mobile imbottito

“Riapriamo il dialogo. Non ci arrendiamo”. È con questo appello che l’assessore allo Sviluppo economico Eugenio Di Sciascio rilancia il confronto sulla vertenza Natuzzi e annuncia, d’intesa con la Regione Basilicata, la convocazione di una riunione interregionale del Distretto del mobile imbottito e dell’arredo. L’obiettivo è affrontare la crisi che investe il comparto partendo proprio dalla situazione del gruppo pugliese, considerato centrale per l’equilibrio produttivo e occupazionale di un’area che da anni rappresenta uno dei poli storici del settore.

La presa di posizione dell’assessore arriva in un momento di forte preoccupazione, dopo la rottura delle trattative tra azienda e sindacati. Per la Regione, il rischio è che l’assenza di un accordo, in un contesto già segnato dalla stagnazione dei mercati internazionali, finisca per aggravare ulteriormente le fragilità dell’impresa fino a mettere in discussione la sostenibilità dell’intero gruppo. Una prospettiva che avrebbe conseguenze pesanti non soltanto per Natuzzi, ma per tutta la filiera produttiva tra Puglia e Basilicata.

Natuzzi al centro di un sistema produttivo strategico

Nel ragionamento dell’assessore, Natuzzi continua a rappresentare molto più di una singola azienda in difficoltà. Viene indicata come uno dei simboli della capacità d’impresa pugliese e del talento creativo italiano, oltre che come un soggetto dotato di una funzione economica strategica nel comparto del mobile imbottito e dell’arredo. Il gruppo occupa infatti circa 1.800 dipendenti e si colloca al centro di una catena del valore che coinvolge un intero tessuto produttivo tra due regioni.

Il distretto di riferimento conta infatti circa 700 aziende e oltre 9.000 addetti, numeri che restituiscono la portata della crisi in corso. La difficoltà di Natuzzi, in questa prospettiva, non viene letta come una vicenda isolata, ma come il punto più esposto di una sofferenza più ampia che attraversa quasi l’intero comparto e che richiede, secondo la Regione, misure urgenti e straordinarie.

L’appello alle parti e il nodo dell’accordo sugli esodi

Per riaprire uno spazio di trattativa, Di Sciascio lancia un appello diretto alle parti affinché si riparta dalle politiche di incentivazione all’esodo. L’idea è quella di costruire un primo accordo basato su un’indennità sufficientemente attrattiva da favorire l’adesione volontaria di circa 400 lavoratori vicini al requisito pensionistico. Nelle intenzioni dell’assessore, questa potrebbe essere la base per superare le rigidità emerse nelle ultime settimane e rimettere in moto un negoziato ormai bloccato.

La scelta di concentrarsi su questo primo punto nasce dall’esigenza di non perdere altro tempo e di creare le condizioni per affrontare poi il secondo nodo, quello degli ammortizzatori sociali. Secondo la Regione, senza questa intesa si rischia di lasciare i lavoratori privi di tutele, trasformando una crisi industriale in un problema occupazionale ancora più grave. È anche per questo che l’assessore insiste sulla necessità di non vanificare quattro mesi di negoziati e di ricostruire, passo dopo passo, le condizioni minime per un’intesa.

Politiche attive, filiera e rilancio del distretto

Accanto al tentativo di riaprire il confronto sulla vertenza, la Regione dichiara di essere pronta a intervenire sul fronte delle politiche attive del lavoro. Di Sciascio richiama il lavoro già avviato con ARPAL, che ha aperto uno sportello dedicato a Santeramo, con l’obiettivo di accompagnare i lavoratori e sostenere l’azienda in una fase particolarmente delicata. Il riferimento non è soltanto alla gestione dell’emergenza, ma alla costruzione di strumenti capaci di offrire orientamento e sostegno dentro un contesto in rapida evoluzione.

Il passaggio più politico dell’intervento riguarda però la scelta di convocare, insieme al collega lucano Cupparo, la riunione interregionale del Distretto del mobile imbottito e dell’arredo. Per l’assessore pugliese, le soluzioni non possono arrivare esclusivamente da una trattativa aziendale, ma devono essere cercate anche in una strategia di sistema fondata su legalità, aggregazione e messa in rete delle imprese.

In questo quadro, diventa essenziale governare i processi di esternalizzazione delle attività non core di Natuzzi, rafforzare l’indotto e sostenere le politiche di internazionalizzazione delle piccole e medie imprese, così da aumentarne competitività e capacità di tenuta sui mercati. La crisi del gruppo viene dunque collegata a una riflessione più ampia sul futuro del distretto, sulla necessità di difenderne la struttura produttiva e sulla ricerca di nuove condizioni di equilibrio in un mercato internazionale definito drammaticamente fermo.

Il messaggio finale dell’assessore è netto: per Natuzzi e per l’intero settore servono risposte concrete, immediate e condivise. La Regione chiede a imprese, associazioni datoriali, sindacati e istituzioni locali di lavorare insieme per evitare che una crisi già profonda comprometta definitivamente uno dei comparti industriali più importanti tra Puglia e Basilicata. La convocazione della riunione interregionale si inserisce in questo tentativo: riportare il confronto su un terreno operativo e cercare, prima che sia troppo tardi, una strada percorribile per difendere occupazione, filiera e presenza produttiva sul territorio.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.