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Foggia, a Palazzo Dogana il confronto su Francesco tra etica pubblica e futuro dei territori

20/04/2026

Foggia, a Palazzo Dogana il confronto su Francesco tra etica pubblica e futuro dei territori

Un incontro partecipato, capace di mettere insieme istituzioni, mondo ecclesiale e cittadinanza attorno a una domanda dal forte valore simbolico e culturale: “E se tornasse Francesco?”. È il titolo dell’appuntamento ospitato nella Sala di Palazzo Dogana a Foggia, occasione di riflessione sull’attualità del messaggio francescano e sulla sua capacità di parlare ancora oggi a una società attraversata da tensioni, squilibri e domande profonde sul futuro delle comunità.

L’iniziativa ha proposto un confronto ampio sui temi dell’etica, della sostenibilità e della responsabilità collettiva, ponendo al centro il legame tra valori, territorio e scelte pubbliche. Non un richiamo puramente spirituale o celebrativo, ma un’occasione per interrogarsi su quanto il pensiero francescano possa ancora offrire chiavi di lettura utili per comprendere il presente e orientare l’azione delle istituzioni, delle comunità locali e delle nuove generazioni.

Un dialogo tra istituzioni, Chiesa e cittadinanza

Tra i protagonisti dell’incontro figuravano Giuseppe Nobiletti, presidente della Provincia di Foggia, Padre Enzo Fortunato, autore del volume da cui l’evento prende il nome, e Giorgio Ferretti, arcivescovo dell’Arcidiocesi di Foggia-Bovino. Il confronto si è sviluppato lungo un crinale che ha tenuto insieme dimensione etica e responsabilità pubblica, con uno sguardo rivolto sia alle sfide del territorio sia alle tensioni più ampie che segnano il contesto internazionale.

La domanda posta dal titolo dell’iniziativa ha funzionato come una provocazione culturale prima ancora che religiosa. Chiedersi che cosa significherebbe oggi il ritorno di Francesco significa infatti interrogarsi sulla necessità di modelli fondati su dialogo, essenzialità, attenzione agli ultimi e capacità di ricostruire legami sociali dentro una realtà segnata da conflitti, frammentazione e incertezza.

I giovani al centro del confronto sul futuro

Uno dei momenti più significativi dell’incontro è stato il dialogo diretto con i giovani, chiamati non a un ruolo marginale, ma a una partecipazione piena nel confronto con Padre Fortunato. Da questo scambio sono emerse riflessioni sul rapporto tra etica pubblica, nuove generazioni e futuro dei territori, in una prospettiva che ha messo in evidenza quanto il tema della responsabilità non possa essere separato da quello della formazione civile e del protagonismo giovanile.

In una fase in cui molti territori avvertono il rischio dello spopolamento, della disillusione e della distanza tra cittadini e istituzioni, il coinvolgimento dei giovani assume un valore preciso. Significa provare a costruire uno spazio in cui le domande sul futuro non restino astratte, ma diventino occasione di partecipazione e di assunzione di responsabilità. Il riferimento al messaggio francescano, in questo senso, ha offerto una base etica su cui impostare una riflessione concreta sul presente.

Il richiamo a dialogo, sobrietà e responsabilità

Nel suo intervento, il presidente Giuseppe Nobiletti ha sottolineato come il momento storico attuale, segnato da conflitti e incertezze anche su scala globale, richieda il recupero di uno spirito francescano fondato su dialogo, sobrietà e responsabilità. Un richiamo che viene proposto non soltanto come riferimento morale, ma come possibile orientamento per scelte pubbliche più giuste, più solidali e più sostenibili.

Il senso dell’incontro di Foggia sta proprio in questa capacità di tenere insieme piani diversi: la riflessione culturale, la dimensione spirituale, il ruolo delle istituzioni e la necessità di ripensare il rapporto tra comunità e futuro. In un tempo in cui le parole responsabilità, sostenibilità e coesione rischiano spesso di ridursi a formule vuote, il confronto ospitato a Palazzo Dogana ha provato a restituire loro un significato più concreto, legandole alla vita dei territori e alla qualità delle relazioni collettive.

L’appuntamento ha così confermato la possibilità di usare il messaggio francescano come strumento di lettura del presente, non per nostalgia o evocazione, ma per cercare un punto di equilibrio tra etica pubblica, bene comune e visione del futuro. Un terreno sul quale istituzioni, cittadini e mondo ecclesiale sono chiamati a misurarsi insieme.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to