Foggia, un convegno sulle comunità Romanì tra istruzione e inclusione
17/04/2026
Si terrà venerdì 24 aprile, a partire dalle ore 9, nella Sala Rosa del Palazzetto dell’Arte Andrea Pazienza di Foggia, il convegno “Il Coraggio dell’incontro. Istruzione, identità e reti territoriali per il futuro delle comunità Romanì”, appuntamento che si inserisce in un percorso più ampio di riflessione e di lavoro sui temi dell’inclusione sociale, della mediazione culturale e della costruzione di strumenti stabili capaci di incidere nella vita delle persone e nei territori.
L’iniziativa è promossa dall’Ambito Territoriale Sociale di Foggia nell’ambito del Programma Nazionale Inclusione e Lotta alla Povertà 2021–2027, finanziato attraverso il FSE+ e la Child Guarantee, e rientra tra le attività del progetto dedicato all’inclusione e all’integrazione di bambine, bambini e adolescenti Rom, Sinti e Caminanti, sostenuto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Il convegno avrà dunque una doppia funzione: da una parte sarà occasione di approfondimento pubblico su nodi delicati e spesso affrontati in modo superficiale, dall’altra consentirà di fare il punto su un’esperienza territoriale già avviata, osservandone i primi sviluppi e le prospettive future.
Un progetto attivo sul territorio e un confronto che parte dai risultati
Il progetto, operativo a Foggia da luglio 2025, sarà al centro dei lavori della mattinata. L’obiettivo dichiarato è restituire una fotografia concreta delle attività già realizzate e dei primi risultati raggiunti, in modo da collocare il dibattito dentro un quadro operativo reale, legato a esperienze, metodologie e criticità emerse sul campo. In un ambito come quello dell’inclusione delle comunità Romanì, il valore di un’iniziativa di questo tipo risiede proprio nella possibilità di uscire dalla dimensione astratta dei principi e confrontarsi con pratiche, strumenti e modelli di intervento che hanno già cominciato a produrre effetti a livello locale.
Ad aprire la giornata saranno i saluti istituzionali della sindaca di Foggia Maria Aida Episcopo, dell’assessora al Welfare Simona Mendolicchio, del dirigente della Divisione IV del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Renato Sampogna e della dirigente ai Servizi alla Persona del Comune di Foggia Serafina Croce. Una presenza istituzionale ampia, che conferma la rilevanza attribuita al tema e la necessità di affrontarlo in una prospettiva condivisa tra amministrazioni locali, livello ministeriale, sistema dei servizi e soggetti coinvolti nell’attuazione del progetto.
Nel corso della mattinata interverranno anche operatori, studiosi ed esperti direttamente impegnati nelle attività progettuali. Tra questi Viviana Velluto e Alessio Pittari dell’Ambito Territoriale Sociale di Foggia, Francesca Bassi dell’Università degli Studi di Foggia, Antonio Vannella, presidente dell’Ente Salute Cultura e Società, capofila dell’Associazione Temporanea nata da un percorso di coprogettazione, oltre a Gilberto Scali e Senada Ramovsky dell’Istituto degli Innocenti di Firenze. I loro contributi permetteranno di entrare nel merito delle attività sviluppate sul territorio foggiano, degli obiettivi perseguiti e delle metodologie adottate per costruire interventi più efficaci e coerenti con i bisogni delle comunità coinvolte.
Istruzione, lingua, mediazione culturale e contrasto all’antiziganismo
Il programma prevede due momenti formativi tematici che affrontano questioni centrali nel percorso di inclusione delle comunità Romanì. Il primo, intitolato “I pilastri del riscatto”, sarà dedicato al ruolo dell’istruzione, della mediazione interculturale e della valorizzazione della lingua Romanì. È un passaggio rilevante, perché colloca la scuola e i processi educativi dentro una visione più ampia di emancipazione, riconoscimento e costruzione di opportunità. L’istruzione, in questo quadro, non viene considerata soltanto come accesso formale al sistema scolastico, ma come spazio nel quale possono essere contrastate esclusione, marginalità e stereotipi sedimentati.
Accanto a questo tema, il convegno affronterà un altro nodo decisivo: quello della rappresentazione e del riconoscimento. La tavola rotonda “Verso una rete territoriale permanente” porterà infatti al centro del confronto argomenti delicati e spesso rimossi dal dibattito pubblico, come il contrasto all’antiziganismo, la narrazione dell’identità Romanì, il ruolo dei media e le politiche abitative orientate al superamento della segregazione urbana. Sono questioni che riguardano direttamente la qualità della convivenza civile e la capacità delle istituzioni di costruire interventi non episodici, fondati su continuità, ascolto e assunzione di responsabilità condivise.
Le sessioni saranno condotte dagli esperti Giorgio Bezzecchi, Maurizio Pagani e Musli Alievski, figure chiamate a fornire strumenti di lettura e chiavi interpretative su un tema che richiede competenza, sensibilità e una forte capacità di tenere insieme dimensione sociale, educativa e culturale. La scelta di dedicare spazio a questi aspetti restituisce il senso di un’iniziativa che non vuole limitarsi alla presentazione di un progetto, ma ambisce a costruire un momento di formazione e approfondimento rivolto a operatori, istituzioni e cittadinanza.
Un appuntamento che punta a consolidare una rete stabile sul territorio
Nelle parole dell’assessora al Welfare Simona Mendolicchio, il convegno rappresenta un importante momento di confronto istituzionale, tecnico e sociale sui temi dell’inclusione delle comunità Romanì, con particolare attenzione al ruolo dell’istruzione, delle politiche territoriali e della mediazione culturale. È un’impostazione che mette al centro la necessità di un lavoro multilivello, nel quale l’azione dei servizi non sia isolata ma collegata a una rete di soggetti capaci di intervenire in maniera coordinata.
Anche la sindaca Maria Aida Episcopo insiste sulla dimensione del dialogo e della formazione condivisa, definendo il convegno come uno spazio utile a rafforzare reti territoriali inclusive e a promuovere una cultura dell’incontro capace di valorizzare le diversità. Il riferimento alla cultura dell’incontro non ha qui una funzione retorica. Indica piuttosto un metodo di lavoro che prova a spostare il baricentro dalle sole misure di assistenza verso processi più complessi di partecipazione, riconoscimento reciproco e costruzione di comunità.
Il fatto che l’iniziativa sia accreditata presso l’Ordine degli Assistenti Sociali di Puglia come evento formativo aggiunge un ulteriore elemento di rilievo, perché ne sottolinea il valore professionale e il potenziale impatto su chi opera quotidianamente nei servizi, nei percorsi educativi e nelle reti di presa in carico. In questo senso, il convegno di Foggia si presenta come un appuntamento che guarda oltre la singola giornata, nel tentativo di consolidare strumenti, linguaggi e relazioni utili a sostenere nel tempo le politiche di inclusione.
L’ingresso sarà libero fino a esaurimento posti. Per informazioni è possibile contattare l’Ambito Territoriale Sociale di Foggia attraverso i recapiti indicati dagli organizzatori. Al di là dell’aspetto logistico, resta il significato sostanziale dell’iniziativa: riportare al centro del confronto pubblico il tema delle comunità Romanì attraverso una chiave che intreccia istruzione, identità, diritti e territorio, cercando di costruire una discussione più matura, concreta e fondata sulle relazioni tra istituzioni, operatori e comunità locali.
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