Valenzano, via ad AgriBari: impianto agrivoltaico UniBa-Statkraft
21/04/2026
Sono iniziati a Valenzano, nel Barese, i lavori per la realizzazione di AgriBari, il nuovo impianto agrivoltaico sperimentale nato dalla collaborazione tra Università degli Studi di Bari Aldo Moro e Statkraft, gruppo indicato come il più grande produttore di energia rinnovabile d’Europa. Il progetto sorgerà nell’Azienda didattico-sperimentale “P. Martucci” e punta a verificare sul campo, con metodo scientifico, come la produzione agricola possa convivere con la generazione elettrica da fonte solare senza compromettere funzionalità del suolo, qualità delle colture e sostenibilità complessiva del sistema.
Un progetto pilota da 200 kWp nell’azienda sperimentale di UniBa
AgriBari si presenta come un progetto pilota con una potenza complessiva di 200 kWp e una superficie di circa 1,5 ettari. L’impianto sarà realizzato nel territorio di Valenzano e avrà una durata prevista di quattro anni, con possibilità di estensione. L’obiettivo è produrre evidenze scientifiche replicabili in altri contesti agricoli mediterranei, a partire da una sperimentazione che seguirà l’intero ciclo di vita del progetto.
L’energia generata sarà destinata in via prioritaria all’autoconsumo dell’Università di Bari, mentre l’eventuale surplus verrà immesso nella rete elettrica. L’iniziativa rientra nel percorso di ricerca “L’agrivoltaico per un futuro sostenibile”, avviato dall’ateneo barese per studiare modelli innovativi di integrazione tra attività agricola e produzione di energia da fonte fotovoltaica.
Colture, pannelli e macchine agricole sotto osservazione
Il progetto analizzerà i possibili impatti della co-localizzazione tra colture e fotovoltaico, con particolare attenzione alle colture orticole e arboree. I ricercatori valuteranno resa, qualità e aspetti fenologici delle produzioni, oltre alle condizioni microclimatiche del suolo. Il lavoro scientifico coinvolgerà quattro ambiti principali: agronomia, meccanizzazione agricola, ottimizzazione energetica e sostenibilità.
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la verifica dell’utilizzo di macchine agricole standard all’interno dell’area dell’impianto, per capire se le pratiche colturali possano proseguire in modo efficiente anche in presenza dei pannelli. Accanto a questo, saranno testati sensori, sistemi di monitoraggio avanzati, robot e strumenti riconducibili all’Agricoltura 4.0. Sul piano energetico verranno misurate anche le prestazioni dell’impianto attraverso sensori dedicati al controllo del soiling, cioè l’accumulo di polvere, sabbia, polline e altri materiali sui pannelli.
Due configurazioni agrivoltaiche e campi di confronto
La sperimentazione sarà sviluppata su due differenti configurazioni agrivoltaiche. La prima prevede pannelli installati a circa 2,1 metri di altezza, in una soluzione elevata che dovrebbe agevolare il passaggio e l’operatività delle attrezzature agricole. La seconda utilizza invece una configurazione standard, con pannelli posti a circa 0,9 metri. A queste due aree si affiancheranno campi di controllo senza fotovoltaico, utili a confrontare i risultati e a misurare con maggiore precisione l’effetto dell’integrazione tra colture e impianto solare.
Il piano agronomico comprende la sperimentazione di colture orticole e colture arboree, inclusa la vite, selezionate in base alla loro rilevanza per il contesto agricolo locale. L’intento dichiarato è individuare soluzioni in grado di mitigare eventuali effetti negativi, ma anche sostenibili dal punto di vista economico e dunque applicabili su scala più ampia.
Biodiversità e sostenibilità al centro del monitoraggio
Un asse centrale di AgriBari riguarda la sostenibilità ambientale e la misurazione degli effetti sulla biodiversità. Il progetto prevede infatti un monitoraggio continuo della qualità ecologica del sito, con l’obiettivo di stimare l’eventuale biodiversity net gain, cioè il beneficio netto prodotto sull’ecosistema. Nel corso dei quattro anni saranno osservati indicatori relativi a piante, impollinatori, suolo, fauna e avifauna.
Secondo Bernardo Ricci Armani, Country Manager Italy di Statkraft, AgriBari è uno dei cinque progetti pilota che il gruppo sta sviluppando a livello globale per affinare la propria metodologia di calcolo del net gain di biodiversità. Per Francesco Santoro, responsabile scientifico del progetto e delegato del Rettore per il Patrimonio edilizio, l’iniziativa rappresenta un passaggio significativo anche sul fronte della valorizzazione del patrimonio immobiliare universitario, perché mostra come l’innovazione infrastrutturale possa generare ricadute positive in termini di efficientamento energetico e coerenza con gli obiettivi del Green Deal europeo.
La realizzazione dell’impianto è stata affidata a Greenergy, mentre l’analisi degli effetti sulla biodiversità sarà condotta tramite la piattaforma XNatura sviluppata da 3Bee. I risultati della ricerca, nelle intenzioni dei promotori, serviranno a migliorare la progettazione dei futuri impianti agrivoltaici e a definire modelli di integrazione sempre più avanzati tra agricoltura ed energia solare.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.