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Energas a Manfredonia, la Regione Puglia ribadisce il no: “Impianto superato"

16/04/2026

Energas a Manfredonia, la Regione Puglia ribadisce il no: “Impianto superato

La Regione Puglia conferma la propria netta contrarietà al progetto di deposito costiero di GPL a Manfredonia proposto da Energas. A ribadirlo è stato l’assessore regionale alle Infrastrutture Raffaele Piemontese, al termine dell’incontro a Roma con il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin e il Comune di Manfredonia, convocato per definire una posizione conclusiva sull’opera.

Il progetto prevede la realizzazione di un impianto di grandi dimensioni: 12 serbatoi interrati da 5.000 metri cubi ciascuno, un capannone per l’imbottigliamento, otto baie di carico per autobotti, un raccordo ferroviario e un sistema di tubazioni lungo circa 10 chilometri per il collegamento con il porto. Si tratterebbe del più grande deposito costiero di GPL in Europa.

Un progetto fuori dalle politiche energetiche attuali

Secondo la Regione, l’infrastruttura risulta ormai superata rispetto agli obiettivi europei in materia di clima ed energia. L’Unione Europea punta infatti alla riduzione delle emissioni entro il 2030 e alla neutralità climatica entro il 2050, promuovendo fonti rinnovabili e tecnologie innovative.

«È un progetto nato circa trent’anni fa, in un contesto completamente diverso – ha spiegato Piemontese –. Oggi autorizzare un deposito di GPL significherebbe andare in direzione opposta rispetto alla transizione energetica».

Rischi ambientali e territoriali

Tra le principali criticità evidenziate dalla Regione vi è la collocazione dell’impianto in un’area delicata dal punto di vista ambientale, prossima a zone protette della rete Natura 2000. A questo si aggiunge il rischio sismico elevato del territorio, che renderebbe ancora più complessa la gestione di un’infrastruttura di questo tipo.

«Non possiamo permetterci nuovi impatti in territori già fragili», ha sottolineato l’assessore, evidenziando come la sensibilità verso la tutela degli ecosistemi sia oggi molto più alta rispetto al passato.

Sicurezza e impatto sulla mobilità

Il progetto comporterebbe anche un aumento significativo del traffico di mezzi pesanti, con centinaia di autocisterne e convogli ferroviari carichi di GPL lungo la direttrice Manfredonia-Foggia. Una situazione che, secondo la Regione, aumenterebbe il rischio di incidenti e porrebbe ulteriori criticità in termini di sicurezza.

Un elemento da valutare con attenzione è anche la vicinanza a infrastrutture strategiche, come la base aerea militare di Amendola, che richiede standard di sicurezza particolarmente elevati.

La volontà del territorio

Alla base del diniego regionale vi è anche la posizione espressa dalla comunità locale. Nel 2016, un referendum consultivo ha visto il 96% dei votanti contrario alla realizzazione dell’impianto, un orientamento confermato negli anni dal Comune di Manfredonia.

«La Puglia ha scelto di investire su energie pulite, innovazione e sostenibilità – ha concluso Piemontese –. Non possiamo tornare a modelli industriali che il mondo sta superando».

La Regione ribadisce quindi una linea chiara: il futuro energetico del territorio non passa dai combustibili fossili, ma da un percorso di transizione orientato alla sostenibilità.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.