Trasporto pubblico pugliese, via libera al subentro di FS Sud Est
15/04/2026
La Regione Puglia compie un passaggio destinato a incidere in modo rilevante sull’assetto del trasporto pubblico locale, autorizzando il subentro di FS Sud Est S.r.l. nei contratti di servizio e nei programmi di investimento finora riferiti a Ferrovie del Sud Est. La decisione, approvata ieri dalla Giunta regionale, arriva al termine di una fase complessa, segnata da verifiche giuridiche, valutazioni economico-finanziarie e un confronto che ha coinvolto istituzioni, operatori del settore e rappresentanze del lavoro.
Il provvedimento si colloca dentro una vicenda che, negli ultimi mesi, ha richiesto approfondimenti su più fronti: dagli effetti della sentenza del Consiglio di Stato relativa al contributo statale da 70 milioni di euro al percorso di ristrutturazione del debito e alla sua omologazione, fino alle posizioni emerse nelle sedi nazionali ed europee sul futuro del servizio. In questo scenario la Regione ha scelto di autorizzare il passaggio del ramo operativo alla nuova società costituita alla fine di gennaio 2026, con l’obiettivo di garantire continuità gestionale e tenuta degli investimenti.
Continuità del servizio e tutela degli investimenti strategici
Il cuore della delibera riguarda il trasferimento integrale dei contratti di servizio ferroviari e automobilistici, della gestione dell’infrastruttura e di 21 programmi di investimento finanziati con risorse regionali, nazionali ed europee, compresi FSC, FESR e PNRR. Il passaggio avverrà senza modifiche alle condizioni esistenti e, soprattutto, senza interruzioni operative, aspetto che la Regione ha considerato decisivo per evitare ricadute dirette su utenti, territori e tempi di realizzazione delle opere.
Si tratta di interventi che toccano nodi essenziali della mobilità pugliese: ammodernamento della rete, elettrificazione, rinnovo dell’armamento ferroviario, introduzione di tecnologie per la sicurezza della circolazione e acquisto di nuovo materiale rotabile. In molti casi i cantieri sono già in fase avanzata o legati a scadenze ravvicinate, circostanza che rendeva particolarmente delicata la gestione della transizione societaria.
È proprio su questo punto che l’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Raffaele Piemontese, ha insistito con maggiore nettezza. Fermare o rallentare investimenti già finanziati, in particolare quelli destinati alla sicurezza e all’innovazione della rete, avrebbe significato esporre il sistema non soltanto al rischio di ritardi, ma anche a quello di perdere risorse fondamentali per il miglioramento del servizio. La delibera, in questa prospettiva, non si limita a registrare un cambio societario, ma si presenta come uno strumento di salvaguardia dell’interesse pubblico.
Lavoro, regole e riassetto: i punti più delicati della transizione
Accanto alla continuità dei servizi e dei cantieri, uno dei temi più sensibili dell’intero confronto ha riguardato l’occupazione. Il piano di ristrutturazione prevede il trasferimento di tutti i rapporti di lavoro alla nuova società, un passaggio che ha concentrato una parte rilevante delle attenzioni istituzionali e sindacali. La Regione ha posto come condizione essenziale la garanzia della piena continuità occupazionale, senza perdite di posti di lavoro e con il mantenimento delle competenze maturate dal personale.
Nelle parole dell’assessore Piemontese emerge una lettura precisa della questione: il capitale umano viene considerato la prima infrastruttura del sistema, e dunque un elemento da proteggere al pari delle reti, dei treni e degli investimenti materiali. In un settore come quello del trasporto pubblico, dove affidabilità e qualità del servizio dipendono in larga misura dalla stabilità organizzativa e dalla professionalità degli addetti, la tutela del lavoro assume un valore che va oltre la sola dimensione contrattuale.
La decisione della Giunta si fonda, secondo quanto evidenziato dalla Regione, sulla valutazione dell’interesse pubblico alla continuità del servizio e degli investimenti, accompagnata dalla verifica dei requisiti della nuova società sotto il profilo tecnico, economico e organizzativo. Si chiude così una fase segnata da incertezza e si apre una nuova stagione che dovrà essere misurata non sulle premesse formali del riassetto, ma sulla sua capacità di produrre risultati concreti.
Il banco di prova, ora, sarà tutto nella traduzione operativa del subentro. FS Sud Est sarà chiamata a dimostrare di saper trasformare il riassetto societario in un effettivo rafforzamento della mobilità pugliese, assicurando continuità, qualità del servizio, tenuta occupazionale e accelerazione dei programmi di ammodernamento. La partita che si apre non riguarda soltanto una nuova configurazione aziendale, ma la credibilità di un intero percorso di rilancio del sistema ferroviario e automobilistico regionale.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.